Pomposa
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Veduta aerea del complesso dell'Abbazia di Pomposa. |
Un po' di storia... L'abbazia di Pomposa, splendido esempio di architettura romanica, è stata costruita probabilmente tra il VI e il VII secolo, quando i primi monaci benedettini si insediarono in quel luogo, che precedentemente, in epoca romana, era appartenuto alla famiglia Pomposia. La prima notizia scritta su Pomposa risale all'anno 874. Nel X secolo molti altri atti testimoniano la grande attività che si svolgeva nel monastero, ma la sua totale indipendenza risale però all'anno 1001 quando venne donata all'imperatore Ottone III. La potenza economica di Pomposa aumenta velocemente imponendosi anche nelle zone limitrofe di Romagna e Veneto. Il periodo di massimo splendore del monastero pomposiano si ha sotto l'abbaziato di S. Guido degli Strambiati (1008-1046), infatti, nello stesso periodo, fu ospite dell'Abbazia il Monaco Guido d'Arezzo, inventore della scrittura musicale che tutt'ora conosciamo. Imponente era anche la biblioteca, da molti considerata addirittura più grande della stessa biblioteca vaticana, grazie alla quale rifiorirono molti tra gli studi classici. In questo periodo di splendore vennero anche ampliati la chiesa e il refettorio. Il campanile, alto 48 m, venne costruito nel 1603 mentre, l'atrio a tre arcate risale alla metà dell'XI secolo. Il chiostro, anch'esso dell'XI secolo, è andato però distrutto intorno all'anno 1797 dopo che, nel 1671, i monaci benedettini si erano definitivamente trasferiti nel monastero di San Benedetto a Ferrara, in seguito alle pessime condizioni climatiche seguite alla rotta del Po a Ficarolo nel 1152. Attraversando il chiostro, del quale oggi rimangono i quattro pilastri angolari e la vera da pozzo veneziana del XV secolo, si giunge al Palazzo della Ragione, risalente all'XI secolo, in stile veneto con una doppia loggia di colonnine di marmo, da cui l'abate esercitava il potere temporale. Nel 1797, con la dominazione francese, il complesso divenne proprietà privata: fu annesso alla tenuta agricola dei Conti Guccioli di Ravenna e, da parrocchia della diocesi di Comacchio, fu trasformato in fattoria.Il recupero dell'Abbazia è attuato dallo stato italiano, a partire dalla fine dell' '800, quando tutti i fabbricati vengono acquistati dal Demanio e restaurati.
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